CRITICAL TEXTS

Lorena Ulpiani
Lorena Ulpiani
A cura di Pier Luigi Gentilini
05/08/2020
Scrivevo di Lorena Ulpiani tre anni or sono, in occasione della presentazione “Appunti di colore”, mostra portata in giro in varie parti d’Italia: << … La pittura di Lorena diventa quindi non-pittura e la pura superficie di supporto, liberata dai dettagli contingenti alla raffigurazione e dall’iconografia, diventa essa stessa pittura di semplicità assoluta, essenziale nelle sue forme geometriche dove l’uso personale del colore, è condizione di elemento primordiale e indispensabile ad ogni discorso artistico e acquisisce una sua integrità e specificità proprio dall’antinomia con la pittura … >>. Il filo conduttore nelle ultime tele di Lorena Ulpiani rimane lo stesso, anche se, in forme e concezioni diametralmente opposte. Al rigore ha sostituito il gesto, rivelandoci una coreografia dell’anima tesa a una spasmodica ricerca della luce come rivelazione di “verità”. E’ in questa “danza” che si costituiscono forme, appena accennate, o nascoste in una velatura segreta, in un affascinante gioco fra esaltazione e negazione del colore, in un dualismo in8mo, ma nella consapevolezza e costante ricerca di un linguaggio contemporaneo, fatto di fascinazione, emozioni e contenuti stilistici ben condivisibili, che dire? Buona continuazione, sei sulla strada giusta.
Lorena Ulpiani
Lorena Ulpiani
A cura di Maria Lucia Ferraguti
05/10/2019
Non vuole disperdere nei dipinti le forme geometriche intrise di luce: piuttosto Lorena Ulpiani mira a sfaldarle attraverso la luminosità, disfare il geometrico senza perdere la ricchezza cromatica e il chiarore che da sempre rivestono le immagini; si tratta di conquistare una nuova forma resa attraverso uno splendore irradiante. Le figure geometriche luminose, sature di un colore leggero, arrivano alla poesia della geometria mediante quel loro distacco da ogni realtà. Cerchi e rettangoli, triangoli e quadrati con semicerchi, imbevuti dell’unità tra luce e colore appaiono lievitanti e sospesi nella superficie pittorica: colmi di quella perfezione implicita nella geometria raggiungono, nei dipinti, equilibri spaziali. Ulpiani non vuole disperdere queste forme geometriche razionali intrise di cromatismo e di luminosità che caratterizzano le opere: aspira piuttosto a corromperle attraverso gli stessi elementi costitutivi della policromia e del chiarore che da sempre le distingue. Ulpiani aspira a conquistare ed affermare per le nuove immagini la vocazione di cedere ad una luce imbevuta di un intenso e fuggevole riverbero, per consegnarsi all’incognita dell’evolversi dell’emozione, aprendosi così all’infinito. Di certo la pittrice ha vissuto altre emozioni, che ha poi ritrovato nel ritornare al passato fino a recuperare la ‘lingua figurativa degli italiani’ attraverso la tecnica dell’affresco, spostandosi in seguito sul filo della storia, approdando agli anni quaranta del Novecento, quando fra gli artisti comaschi scopre, trovandone affinità creativa, la “rappresentazione cromatica e geometrica particolarissima, votata ad una risoluzione coloristica limpida, volumetrica, dinamica” propria di Carla Prina, la quale afferma che “la forma nasce con il colore". Permane in Lorena Ulpiani l’attenzione per gli equilibri interni delle opere, ma anche una nuova meta: accogliere, in uno spazio pittorico privo di confini, le suggestioni dell’animo e scoprire forme diverse, immagini immerse nell’acme di una luce colorata, mossa dalla chiarezza mentale.
Lorena Ulpiani
Lorena Ulpiani
A cura di Giulia Sillato
05/09/2018
Nell’arte pittorica l’artista riversa tutto il suo universo fantastico. La tela è il piano virtuale dove proiettare fantasmagorìe geometriche, che suggeriscono anfratte spazialità e prospettiche sorprese, tagliate da nascoste angolature: esse appaiono giustapposte dalla forza coagulante e suasiva del colore. Movimenti irregolari, acentrici, spezzati da contrappunzioni cromatiche, intessono le linee di un’architettura che sembra scaturita da un abile gioco di prestigio e che esibisce numerosi momenti di armonia in più isole separate e diverse di questo mosaico fortemente cromico, dominato dall’ansia di nuovi percorsi creativi attraverso focali sghembe e disarmonie apparenti. Il sostrato letterario che plasma la sua formazione avvalora la storica ipotesi di complotto artistico tra scienze esatte e poesia e su questa formula interattiva, che imbriglia emozione e razionalità insieme, l’artista incentra tutta la sua poetica, rivolta a cogliere i magici attimi di congiunzione tra opposte polarità.
Appunti di colore
Appunti di colore
A cura di Pier Luigi Gentilini
05/11/2017
Nelle arti figurative il concetto di astratto assume il significato di non reale. L'arte astratta quella che non rappresenta la realtà ma crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva. Essa, cioè, cerca di esprimere i propri contenuti nella libera composizione di linee, forme, colori, senza imitare la realtà concreta in cui noi viviamo. Tema che percorre trasversalmente molte correnti del '900 e della pittura contemporanea, seppure affrontato in termini diversi e con diverse intenzionalità. Nelle tele di Lorena Ulpiani si può dire in generale che la soluzione stia nelle geometriche campiture monocromatiche che realizzano un annullamento della opposizione sfondo-figura, quest'ultima intesa come ciò che appare, ciò che, nel monocromo, quasi mosso da una forza centrifuga, si dilata fino a perdere la sua integrità segnica annullando ciò che convenzionalmente si intende per attività pittorica, ma magistralmente recuperata da una matericità e un uso sapiente del colore, in tutti i suoi aspetti simbolici ed emozionali, fino a recuperare in molti casi il "non colore": argenti, ori, che ci rimandano a una sacralità di memoria bizantina sottolineato ancora una volta da forme circolari, con tutto il simbolismo che ne consegue. La pittura di Lorena diventa quindi non-pittura e la pura superficie del supporto, liberata dai dettagli contingenti della raffigurazione e dell'iconografia, diventa essa stessa compiuta pittura, di semplicità assoluta, essenziale nelle sue forme geometriche, dove l'uso personale del colore, sia esso nella pittura ad olio o a fresco è condizione di elemento primordiale e indispensabile ad ogni discorso artistico e acquisisce una sua integrità e specificità proprio dall'antinomia con la pittura. Si avverte così un totalmente "altro" che si manifesta con forza misteriosa, rispetto alla quale ci sentiamo smarriti e nello stesso tempo attratti. "Il sacro".
Lorena Ulpiani
Lorena Ulpiani
A cura di Giorgio Grasso
05/04/2016
Una ricerca introspettiva che analizza il sé interiore ponendolo in un contrasto dialettico con “l’esterno”, con il mondo sociale. Un dialogo che si avviluppa in un crescendo di forze contrapposte dettando lo scontro silenzioso dal quale si generano le opere di Lorena Ulpiani. L’artista d’origine marchigiana ha irrotto nel panorama dell’arte contemporanea nel 2011 donando al pubblico la possibilità di contemplare un’indagine artistica complessa e personale che da anni ormai, Lorena portava avanti in solitudine facendo del silenzio la sua ispirazione. Ella, infatti, ha scelto di ascoltare e di ascoltarsi attraverso la fruizione di quei “suoni non udibili” contemplando il silenzio come fonte di percezioni e ispirazioni infinite, come vuoto generatore di immagini e colori. Il frutto di questo ascolto sono quadri dall’essenza astratta concretizzati in una ripartizione della tela ben precisa, non frutto della casualità ma di uno studio approfondito degli spazi, definita da colori brillanti stesi con campiture piatte accostati in modo tale da definire un ordine emotivo in un caos d’impatto visivo. La scelta di utilizzare il colore a olio funge da valore aggiunto al suo lavoro arricchendone l’opera. Come detto in precedenza, infatti, l’artista parte da una riflessione interiore, da un’attenzione particolare per il “sé” e, la tecnica olio su tela, per le sue caratteristiche tecniche e ottiche, possiede questo valore di calore, interiorità, emanazione personale, di un lavoro continuo con che può mutare nel tempo grazie ai suoi tempi di asciugatura molto lunghi. Le opere di Lorena compongono, quindi, un immaginario complesso per significati e composizioni, eppure hanno quella capacità innata di comunicare all’osservatore imprimendone nell’animo emozioni forti e magnetiche. La geometria delle sagome diventa qui una formula alchemica che racchiude la definizione di un legame con il mondo presentandosi agli occhi dell’osservatore come un problema da risolvere per raggiungere un maggior grado consapevolezza. Ma questo “ostacolo progressivo” non viene mostrato per rimanere irrisolto, ed ecco che all’interno del quadro compare quella chiave amorfa e incolore che ci permette di decifrare il linguaggio di Lorena avviando una dialettica diretta e binaria con l’opera stessa.